Pillole di felicità
Condividiamo brani scelti dai libri per accompagnarti nel viaggio creativo dello scrittore. La ricerca continua di piccoli stralci, di passi scelti che stimolano la nostra mente e il nostro cuore è l'allenamento che insieme possiamo fare per crescere quotidianamente e trovare il nostro spazio personale di riflessione e confronto.




Il nostro viaggio
Ogni estratto racconta un momento speciale del percorso creativo di c hi scrive, per farlo diventare anche il tuo percorso creativo, per ispirarti e farti sorridere.
Momenti condivisi
Piccoli assaggi dai libri per illuminare le tue giornate con la felicità delle parole
Momenti
Brani scelti per nutrire l'anima e la mente.
«Uno degli elementi fondanti e imprescindibili in un rapporto di amicizia vera è la fiducia.
Fidarsi di qualcuno significa mettere la propria vita nelle sue mani, avere la sicurezza che l’amico c’è, c’è per me e non mi tradirà.
Un po’ come succede per i trapezisti, che dipendono dalla presa dell’altro per la riuscita del proprio numero.
Magari si lanciano anche ad occhi bendati, non vedono nulla, ma sanno che nel momento in cui arrivano nel vuoto, le mani del compagno saranno lì ad afferrarli, sicure, senza tentennamenti o dubbi.
In un rapporto di amicizia, la fiducia è sempre lì, non la vedi, non fa rumore, ma non abbandonerà mai gli amici veri.
La vera amicizia genera fiducia. La fiducia consolida l’amicizia: è un circolo virtuoso che, se correttamente alimentato, non ha fine.»
Da «Amicizia – Vale la pena crederci ancora?»
«Per innamorarsi occorre saper sentire: sembra scontato, ma non lo è.
È il sentire l’altro, l’aria, il mondo, sé stessi.
Proprio questo cammino, faticoso, fatto a salti, di alti e bassi, eppure voluto e cercato, sancisce l’ultimo passaggio, perché anche l’innamoramento più travolgente, a un certo punto, finisce.
Finisce perché cresce e diventa altro: a volte, infatti, si trasforma in amore.
Non è un passaggio, ma un cambiamento di stato.
Si fanno meno follie, si diventa più razionali, si perde quel girotondo di emozioni che non potrebbe durare in eterno perché brucerebbe tutte le energie, e si comincia a capire in modo più approfondito chi è l’altro.
Questo è il ponte che dall’innamoramento porta all’amore, ovvero la fiducia di potersi affidare all’altro.»
Da «Amare: fino a quando? – Riflessioni, considerazioni e pensieri sparsi parlando di un sentimento rischioso»
I giovani, per loro natura, tendono a vivere con profonda insicurezza il rapporto con il futuro, perché hanno bisogno di avere certezze nei confronti di quello con cui sono a contatto, devono vedere, toccare ed essere consapevoli del ritorno immediato di ciò che decidono.
Buttarsi in un oceano sconosciuto, come il mondo che verrà, decidere il modo di rapportarsi con esso, fidarsi di idee, convinzioni o principi non riscontrabili, se non dopo la loro realizzazione, è una sensazione che genera un reale timore nel futuro.
Ma una volta diventato grande, cosa troverò attorno a me?
Troverò me stesso, con le mie paure, le mie convinzioni, con le mie fissazioni, i miei pregi e i miei difetti, solo un po’ più grande e con molta esperienza in più, che dovrò fare in modo di mettere a frutto.
Mi troverò, soprattutto, passato dall’altra parte, membro di quella generazione che fino ad oggi ho sempre combattuto, e mi renderò conto di come sarà difficile dialogare con i giovani con cui avrò a che fare.
Da «Giovani di ieri e adulti di domani – Generazioni a confronto in un mondo complesso»
«Il G.D.P.R. non è soltanto un regolamento tecnico, né un mero adempimento burocratico. È, prima di tutto, uno strumento di tutela della persona, dei suoi diritti e delle sue libertà fondamentali.
In un’epoca in cui i dati sono diventati una risorsa strategica, il G.D.P.R. restituisce centralità all’individuo, riconoscendogli il potere di sapere, di scegliere, di opporsi, di chiedere conto a chi tratta le sue informazioni. Da questo punto di vista, esso è davvero un presidio di democraticità: bilancia il potere informativo delle organizzazioni con il diritto dei cittadini alla trasparenza e al controllo sui propri dati.
Si dimentica spesso che il rispetto del G.D.P.R. non è un ostacolo all’azione amministrativa o all’attività d’impresa, ma una condizione di legittimità, di qualità e di fiducia nel rapporto con i cittadini e con gli utenti.
Se, al termine della lettura, il lettore vedrà nel G.D.P.R. non un ostacolo ma un alleato per costruire rapporti più corretti, trasparenti e rispettosi tra istituzioni, imprese e persone, allora questa normativa avrà raggiunto il suo obiettivo più alto.»
Da «Data Breach – Governance: Responsabilità, prevenzione e protezione dei dati nell’ecosistema digitale»
«La prima cosa che ho pensato è stata: chiamala fede! Altro che fede. È molto di più. È una fiducia smisurata in qualcuno, nella cui mano metti tutta la tua vita e la vita di coloro che da te dipendono.
È logico che mi sia passato per la testa il pensiero: “Ma Lui si rende conto di tutto questo?”. Giusto qualche secondo. Poi ho pensato chi avevo di fronte e mi sono tranquillizzato.
Se me lo aveva promesso, avrebbe trovato il modo di realizzarlo comunque. E dentro di me sentii una voce: “Abramo fidati! Lui è l’unico che veramente merita la tua fiducia. Tu non sai che progetti ha su di te ma ti vuole bene. Non ti farà nulla di male”.
La fede c’era. La speranza anche. L’amore non è mai mancato. E Isacco è tornato a casa con me.»
Da «Altro che fede! – Un’improbabile intervista ai collaboratori di Dio»
«L’intelligenza artificiale ha il potenziale di rispondere ai bisogni sociali, culturali e scientifici, ma la sua efficacia richiede una visione integrata: la tecnologia va guidata da principi di giustizia, inclusione e solidarietà, con meccanismi che assicurino vigilanza, formazione e coinvolgimento attivo dei cittadini. Solo così si realizza un utilizzo opportuno e realmente utile, al servizio del bene comune.
Utilizzare l’AI in modo etico significa non solo rispettare le regole, ma interrogarsi sulle conseguenze delle scelte che compiamo, sui rischi di esclusione, bias e deresponsabilizzazione, sulle sfide alla privacy, alla dignità e all’autodeterminazione. L’etica non è un vincolo che rallenta il progresso, ma il vero motore di una tecnologia al servizio dell’uomo: una bussola che orienta l’innovazione verso il bene comune, la giustizia e l’inclusività.
Guardare all’AI con fiducia e senso critico, con progettualità etica e sguardo positivo, è la chiave per trasformare un potente strumento in energia di progresso umano, sociale ed economico. Superare la diffidenza verso l’intelligenza artificiale è un passaggio culturale prima ancora che tecnico: ogni tecnologia può impaurire o affascinare, ma solo la conoscenza consente di trasformare la curiosità in fiducia consapevole.»
Da «Dalla diffidenza all’amicizia – Percorsi etici dell’AI»
«Immagina di vivere in un mondo dove tecnologia e umanità si incontrano ogni giorno, senza che tu te ne accorga: smartphone che suggeriscono canzoni, videogiochi che imparano dalle tue mosse, robot che aiutano a risolvere problemi. All’inizio, l’intelligenza artificiale può sembrare complicata, misteriosa o perfino pericolosa, ma in realtà è uno strumento che può diventare un nostro alleato.
Non bisogna temerla: la AI non decide da sola, ma segue ciò che le insegniamo. Il segreto? Conoscere il suo funzionamento e imparare a dialogarci come si farebbe con un nuovo amico, con curiosità, attenzione e rispetto.
Capiremo che essere amici della tecnologia non significa fidarsi ciecamente, ma imparare ad usarla in modo consapevole e responsabile, così da migliorare la nostra vita e quella degli altri.
Ti invitiamo a seguire questo viaggio, tra storie, curiosità, esempi ed esperimenti, per diventare protagonisti consapevoli dell’epoca dell’intelligenza artificiale.»
Da «Dalla diffidenza all’amicizia – Girovagando tra i banchi con l’AI»
«Bella gente, ho sbagliato, lo sapete.
Sono molte le persone che incontriamo nelle nostre vite.
Tante, che sono vicine a noi, ci fanno solo bene;
e noi, invece, le ripaghiamo come delle iene.
Ho pensato solo a me e ad essere famoso.
Ho cercato solo di diventare strepitoso.
E non mi sono preoccupato di chi è stato buono con me,
l’ho ingannato senza nemmeno chiedermi il perché.
Invece, tutti degli altri abbiam bisogno.
E, se lo capiamo bene, coroniamo il nostro sogno.
Stare insieme non è una perdita di tempo,
darsi la mano è un modo per esser più contento.
Bella gente, fate attenzione: sentite bene il vostro Pulcinella:
se vicino a noi c’è chi ci vuole bene, la nostra vita è sempre un po’ più bella»
Da «Che pasticcio di storia! – Un grosso pasticcio in tre mini atti»
Questi estratti mi hanno regalato attimi di riflessione e dolcezza, proprio come piccoli regali per l'anima.
Luca M.
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